Nato ad Ascoli Piceno dove vive e lavora. Conseguito il diploma all'Istituto d'Arte di Ascoli Piceno e abilitazione  in  disegno e storia dell'arte si è dedicato per diversi anni all'insegnamento della decorazione plastica a Castelli, L'Aquila , Ascoli. Dalle prime esperienze figurative è passato ad una ricerca iconografica bilicata tra Pop e Optical art. Negli ultimi anni, motivo centrale delle sue composizioni è stato il colore, soprattutto le gamme dei rossi e, tra questi il "rosso pompeiano" è assunto a simbolo di un trapasso temporale, nel senso che tende a smaterializzarsi in un puro dato di memoria,che,tuttavia, non cancella i referenti storici e quanto in esso appartiene ai riti comportamentali e alle lusinghe dei sensi. Ha partecipato a numerose rassegne d'arte in Italia e all'estero con esiti lusinghieri per l'originalità della sua proposta.
Copyright 2007 Franco Testa
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Rosso Pompeiano
Rosso Pompeiano
di
Franco  Testa
ANNI  SETTANTA
 
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Pompei   


Il Vulcano


Gli Scavi  


 


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ANNI  SESSANTA
ANNI  OTTANTA
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Artistas de la tierra

Di fronte una semiotica della nuova estetica delle realizzazioni di Franco Testa, un'acerba dialettica di possibili solleverebbe la questione dicotomica fra un vissuto intimo di passiva a-letheia, come attesa dell'azione subita del disvelarsi dell'essere, ed un altro di istantuale e attesa epoché attiva dell'oggettuale, operante dalla viva tracotanza del soggetto.
L'Autore esprime la sofferenza dell'oggettualità,  il muro, simbolo della limitante solidità del mondo, è alterità sine qua non dell'umano e del possibile. L'arte di Testa ne tenta la sartriana decostruzione nullificante, dietro i dardi della categoria temporale: egli alterna un'attenta-distratta attesa estenuante per la penetrazione della dimensione còndita. L'epoché fenomenologica, la husserliana sospensione dal dato presente, permette il mélange del soggetto con l'oggetto, vissuto emotivamente nell'intimo dell'Autore in vibrante possesso. La fessura muraria di Franco Testa suggerisce il valore della sofferenza creativa di Burri e delle fessure di Fontana: dominio ebbro e sensuale della dimensione non transitiva del mondo, che si offre al terreno transizionale dell'Arte, e peculiarmente in queste opere unicamente dietro le seduzioni del tempo umido, paziente e implacabile dell'Autore del rosso pompeiano, che suggerisce l'ascolto della vibrazione del possibile umano, costruito in bilico fra le dimensioni di inconscio e coscienza.
Fulvia Minetti

Periodo Immanentista
anni 60 firmatario del Movimento
Immanentista nato ad Ascoli Piceno
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