Franco Testa indaga nella materia, cercando l’espressività, presentando strutture molto contrastanti, dato che le concepisce nella densità, permettendosi di penetrare nella volontà di essere convincente a partire dal proprio concetto di un’immaginazione che va al di là dell’apparenza.
Esplosivo, diretto, mostra le conseguenze della trasformazione e del cambiamento. E’ accondiscendente a livello di colori, utilizza toni intensi, specialmente il rosso Pompeiano, il rosso del vulcano italiano che sputa materia, lava, ceneri, fuoco, la congiunzione di elementi che fanno parte di un tutto, componenti indispensabili del magma chiuso all’interno della terra.