Franco Testa, in sostanza non rifiuta il già visto, anzi, per certe soluzioni formali si direbbe che il suo intento sia proprio quello di presentare a chi guarda, immagini familiari: in realtà, egli trasforma l'universo delle cose possibili in un codice di variabili, all'interno del quale egli gestisce l'immagine come una sorta di chimera, in nome della quale tutti possono individuare, con i propri fantasmi le frustazioni del vivere nella leggerezza dell'oggi.
CARLO MELLONI